Tradurre i ricettari

ricettari

Il settore gastronomico è composto di un linguaggio tecnico molto specifico e soprattutto molto preciso, infatti non si possono variare le quantità di una ricetta o “andare ad occhio”.

La difficoltà del tradurre i ricettari sta proprio in questo; inoltre, una lingua ha al suo stesso interno diverse sfumature in base ai dialetti che possono diversificare uno stesso termine ed usarlo in modo diverso. E’ necessario tradurre in maniera semplice e lineare ciascun passaggio, per evitare spiacevoli fraintendimenti.

Tradurre i ricettari: difficoltà

Tradurre ricettari, quindi, non è un semplice riportare ingredienti ed istruzioni, in quanto bisogna prestare la massima attenzione non solo alla lingua ma anche alla cultura di riferimento.

Unità di misura

Fra le difficoltà, c’è sicuramente la conversione delle diverse unità di misura, in quanto dosi e pesi sono – in alcuni casi – totalmente diversi da quelli che utilizziamo noi in Italia. Ad esempio, in Inghilterra non utilizzano mai i grammi all’interno delle loro ricette, ma usano la quantità di una tazza o di un cucchiaio (o cucchiaino, in base ai casi). Per facilitare la conversione, è possibile trovare numerose tabelle di conversione suddivise tra ingredienti solidi e liquidi; nella maggior parte dei casi sono abbastanza precise.

Esistono, però, diverse espressioni come “un pizzico di..” o “quanto basta di..” che non sono unità di misura così precise e, in questo caso, non c’è una traduzione specifica o lineare, quindi, ci si deve affidare ad un’interpretazione del testo ma soprattutto alla propria esperienza culinaria.

Ingredienti particolari

Un’ulteriore difficoltà si riscontra in quelle ricette che hanno al loro interno ingredienti del tutto particolari e/o specifici del luogo d’origine di quella ricetta: in questo caso, quindi, una traduzione precisa e letterale non aiuta. Dunque, è sempre meglio specificare che si tratta di un prodotto tipico locale e, soprattutto, non tentare di tradurlo ma di lasciare il nome così come risulta nella sua lingua d’origine, di modo da non incorrere in sgradevoli fraintendimenti.

Temperatura nei ricettari

Altra differenza che si può riscontrare durante la traduzione delle ricette è la differenza delle temperature che possono essere misurate in Fahrenheit o in gradi Celsius: in questi casi è necessario fare estremamente attenzione nella conversione e nell’arrotondare i dati ottenuti al fine di non compromettere il risultato finale della ricetta che si sta eseguendo.

Quindi, è logico che bisogna prima di tutto conoscere il glossario gastronomico della lingua in cui si vuole tradurre per poter interpretare al meglio la ricetta ed usare i giusti termini. E’ assolutamente sconsigliato, infatti, l’uso di un traduttore automatico, in quanto questo non coglie le diverse sfumature che possono intercorrere tra parole simili che, però, vanno usate in contesti differenti.

Oltre che ad un buongustaio, è necessario affidarsi ad un traduttore professionista competente, serio ed affidabile che faccia bene il suo lavoro.

Nonostante le difficoltà che possono incorrere nella traduzione di testi così specifici come possono essere le ricette, questo è un modo come un altro per divulgare, diffondere e far apprezzare a quante più persone la cultura gastronomica di un Paese.

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