Runglish – Russian? English? Perché non tutti e due?

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Il Runglish è un fenomeno culturale, ancor più che linguistico, nato in maniera del tutto spontanea sulla scia dei flussi migratori che hanno spinto molti russi ad allontanarsi dalla madrepatria per cercare fortuna nella terra in cui tutto è possibile: gli Stati Uniti d’America.

Come spesso accade, quando ci si stabilisce in un Paese la cui lingua è diversa dalla propria, il linguaggio diventa una commistione bizzarra tra la lingua d’azione, quella del bisogno immediato di comunicazione, e la lingua madre, quella che rappresenta la propria identità culturale originaria. Con risultati, molto spesso, insoliti e, in certi casi, divertenti.

Il Runglish, ossia l’inglese approssimativo parlato dagli emigrati russi negli Stati Uniti, è il risultato dell’unione tra due lingue molto diverse e rappresenta una lingua nuova. Una lingua che non manca di sorprese, miscela indefinita in cui non è chiaro dove inizi l’una e finisca l’altra, dove un aggettivo inglese può trovare una sua collocazione perfettamente accettabile in una frase con verbi in russo, per fare un esempio tra i tanti.

La diffusione del Runglish

L’epicentro della diffusione del Runglish è la Brooklyn degli anni Settanta. Dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti diventano una delle mete preferite dell’emigrazione russa, e la generazione successiva è già culturalmente integrata nel contesto americano. Brighton Beach, la zona meridionale del quartiere, diventa una piccola colonia russa, in cui coesistono la cultura e la lingua dei primi immigrati e quelle delle generazioni successive, ormai americane.

Sono proprio queste ultime che, frequentando la scuola inglese ma vivendo con genitori madrelingua russi, creano neologismi e nuove espressioni in entrambe le lingue. Un esempio è драйвать [drajvat], alla prima persona singolare, storpiato dall’inglese “to drive” (guidare) e usato al posto del corrispettivo russo corretto, “Ja za ruljòm”.

Nonostante l’integrazione delle successive generazioni, il Runglish resta molto diffuso tra i genitori, che non vogliono totalmente abbandonare la lingua dei loro avi pur rendendosi conto dell’esigenza di insegnare ai propri figli un inglese quanto più funzionale possibile, per consentire loro l’accesso alla società e alla vita quotidiana.

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