Planet Word, un museo per tutte le lingue del mondo

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Le parole muovono il mondo, le relazioni, le persone.

Il linguaggio è l’essenza stessa della vita, ciò che ci permette di comunicare con gli altri e di crescere, migliorare, formare la nostra identità sotto ogni aspetto. Il dono della parola è quanto di più prezioso abbiamo, e per celebrarlo arriva un museo a Washington dedicato proprio all’importanza delle parole.

Planet Word è il museo che mette in risalto non una lingua, ma tutte le lingue del mondo. Nel palazzo della Franklin School è ospitato, quindi, un manifesto del linguaggio, della sua bellezza e della sua diversità, che comprende, nella sua esposizione, anche le varie lingue dei segni.

The Spoken Word

L’attrazione principale è The Spoken Word, un mappamondo alto quattro metri e illuminato con luci LED che riprodurrà, all’interno della sala, più lingue contemporaneamente, nella stessa conversazione.  Gli ascoltatori possono così ascoltare le differenze di intenzioni, intonazioni e lessico all’interno dello stesso contesto, sperimentando ogni sfumatura e l’unicità di ogni lingua.

Non manca il divertimento, con apparecchi tecnologici che intrattengono i visitatori con scioglilingua impossibili e simpatici video. Planet Word non è il primo museo dedicato alle lingue: nel mondo, infatti, se ne contano circa 60, incluso quello di San Paolo distrutto, purtroppo, da un incendio. Mentre quello brasiliano è in via di ricostruzione, Planet Word diventa il museo più grande al mondo dedicato all’arte oratoria.

Musei della lingua in Italia

In Italia esistono vari musei della lingua, più incentrati però sui dialetti regionali che sulla lingua italiana. Preservare il dialetto locale è sempre stato molto importante per conservare le proprie origini, ed è per questo che quasi ogni regione ha uno spazio culturale dedicato all’evoluzione del dialetto con approfondimenti storici e ricordi dal passato.

Per avere un museo vero e proprio della lingua italiana bisognerà attendere ancora qualche anno. Un gruppo di lavoro, cui partecipa, tra gli altri, anche il linguista Luca Serianni, assieme a rappresentanti delle università e dell’Accademia della Crusca, è già all’opera per questa realizzazione, che promette di essere monumentale.

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