Imparare una nuova lingua da bambini: ecco perché

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Bambino che impara una nuova lingua

Entro i sei anni. Il limite di età entro cui il nostro cervello apprende una lingua in maniera naturale, senza uno studio linguistico mirato, coincide con l’ingresso nella scuola dell’obbligo.

Nella prima infanzia imparare una lingua, la grammatica, il vocabolario, la costruzione delle frasi è del tutto naturale, e non è solo frutto dell’imitazione degli adulti.

L’apprendimento delle lingue nei bambini

Nel cervello infantile esistono meccanismi che agiscono come dei “pulsanti” on e off, che si attivano o si disattivano mano a mano che i bambini fanno esperienza della loro lingua madre. Così capiscono come impostare una frase, come formulare una domanda, come coniugare i verbi più semplici, senza doverli apprendere dai libri.

Questo è il momento ideale per imparare due lingue senza troppo sforzo. Sbagliato credere che l’esposizione a due lingue diverse possa confondere i più piccoli: il cervello infantile è perfettamente in grado di distinguere le due lingue e creare due mindset differenti.

Cosa succede dopo questa bellissima fase di apprendimento naturale?

Arrivano i libri, le lezioni, i corsi di lingua sia da autodidatti che in classe. Più si cresce, più imparare una lingua straniera diventa un’attività complessa e richiede applicazione, perché le regole di costruzione del linguaggio proprie della nostra lingua madre sono ormai radicate nel nostro sistema e discostarsene o assimilarne di nuove diventa più difficile.

Più una lingua è simile alla nostra, più sarà facile apprenderla. Questo è il motivo per cui le altre lingue neolatine risultano più semplici, a un madrelingua italiano, rispetto alle lingue germaniche (come l’inglese), la cui costruzione linguistica è molto diversa.

Il brain imaging

Per alcuni fortunati, un fattore importante nel facilitare l’apprendimento delle lingue straniere è il brain imaging, la capacità di creare una sorta di mappa delle connessioni mentali presenti all’interno del cervello. Uno studio della McGill University ha evidenziato che per le persone in cui alcune connessioni sono maggiormente sviluppate, nello specifico l’insula anteriore/opercolo frontale (AI/FO), area implicata nella scorrevolezza verbale, e la visual word form area (VWFA) implicata nella lettura, imparare una lingua straniera è più semplice.

È ormai assodato che apprendere almeno una lingua straniera aiuta a mantenere il cervello giovane e attivo. Tenere la mente in esercizio in questo modo rallenta l’invecchiamento cerebrale.

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